SOLIDARIETA’ AI CITTADINI E AL SINDACO DI CORI COMITATO CIVICO CORI

Solidarietà: in primo luogo a tutte le famiglie che hanno perso una persona cara, che ora si muore senza il calore di una carezza, senza il rito di un saluto.

Solidarietà: a chi sta male di qualunque male, per le condizioni di solitudine, terribili ed inaccettabili.

Solidarietà: a tutti gli anziani confinati nelle loro case, lasciati soli per amore.

Solidarietà: a tutti coloro che nelle RSA avrebbero voluto per i loro cari una fine dignitosa; noi, nella RSA di Cori, contiamo tredici bare partite per destinazioni ignote di cimiteri anonimi per senza nome, solidarietà per chi non conosciamo e non conosceremo mai più. 

Solidarietà: a chi lavora nelle RSA, negli Ospedali, nei servizi di emergenza, nelle strutture sanitarie, vere o finte, come quella che è rimasta a noi, nonostante le lotte e l’impegno di tanti.

Solidarietà: a chi fa le pulizie, agli operatori ecologici, ed ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari.

Solidarietà: ai giovani e ai bambini, ai quali sono sottratti gli spazi di crescita.

Solidarietà: a tutti i nostri concittadini, alla nostra comunità e al nostro Sindaco, Mauro De Lillis, per il compito che la vita gli ha assegnato in questo tragico passaggio della storia, per aver scelto, anche, di proteggere tutti con un bidone giallo, porta a porta, perchè in quel bidone c’è la potenza della cura.

La nostra comunità, con tutti i suoi difetti di paese, il sapere tutto di tutti, ha profonde radici di solidarietà.

L’accanimento mediatico di questi giorni è una bestemmia, un’eco spaesata nel silenzio della stampa verso la verità negata di tutti i giorni. Perchè è giornalettismo quello che insegue il dito ma non la luna: un’ossessione compulsiva verso una non notizia.

C’è una tv spazzatura che si trova a proprio agio nel “trash”, nel rifiuto speciale, in quel bidoncino giallo, come un maiale che gongola nel proprio letame, e finirà come sappiamo. 

Non inseguiamo la noia del povero giornalista di turno: cambiamo canale, ma soprattutto, e sta in noi, cambiamo storia.