Partono le vaccinazioni anti Covid-19 per il personale scolastico e universitario under 55

Da giovedì 18 febbraio il personale scolastico e universitario*docente e non docente, con età compresa tra 18 anni (anno di nascita 2003) 55 anni (anno di nascita 1966) senza patologie, potrà prenotare il proprio vaccino anti COVID-19.

Può prenotare la vaccinazione il personale scolastico e universitario assistito dal Servizio Sanitario Regionale (SSR) della Regione Lazio, ovvero tutti coloro che sono assistiti da un medico di base convenzionato con il SSR della Regione Lazio.

Per prenotare occorre la Tessera Sanitaria in corso di validità per comunicare:

1. Il Codice Fiscale
2. Le ultime 13 cifre del codice numerico (TEAM) 
posto sul retro della tessera.

La prenotazione è scaglionata per fasce d’età secondo il calendario seguente:

  • 45 – 55 anni  dalle ore 00:00 del 18/02
  • 35 – 44  anni dalle ore 00:00 del 22/02
  • Under 34 anni dalle ore 00:00 del 26/02

La somministrazione dei vaccini avrà inizio il 22 febbraio.
Il ciclo di vaccinazione consiste in due dosi separate. Con la prenotazione del primo appuntamento sarà automaticamente prenotato anche il richiamo, da effettuare sempre nella stessa sede.

La seconda dose sarà somministrata tra la 10° e la 12° settimana successiva alla prima dose.

Al momento della prenotazione sarà possibile scegliere illuogo dove vaccinarsi, in base alla disponibilità. 72 ore prima dell’appuntamento prenotato, un sms ricorderà l’appuntamento fissato.

* Può prenotare la vaccinazione il personale delle università aderente al CRUL– Comitato regionale di Coordinamento Università del Lazio

PER PRENOTARE, CLICCA QUI: VACCINAZIONI ANTI COVID-19

Vaccinazioni anti-covid 19 per over 80: si parte!

TUTTE LE INFO:

– Quanti sono i punti vaccinali?
Sono 85 i punti vaccinali suddivisi in tutte le ASL in modo proporzionale alla popolazione e secondo una logica di prossimità.

– Chi può fare il vaccino?
Potranno prenotarsi tutti gli #over80, compresi coloro che compiranno gli anni nel corso del 2021.

– Come prenoto la seconda dose?
Prenotando la prima dose viene automaticamente prenotata anche la seconda dose.

– Può prenotare qualcuno al mio posto?
Potranno prenotare anche i familiari, è sufficiente inserire il codice fiscale e selezionare il punto di somministrazione e la prima data utile disponibile.  

– E se dimentico la data dell’appuntamento?
72 ore prima dell’appuntamento verrà inviato un sms  per ricordare data e luogo della somministrazione

– Numero per Assistenza 06.164.161.841
Attivo dal 1° febbraio per l’assistenza telefonica alla prenotazione e per eventuali disdette (lun-ven dalle ore 7.30 alle 19.30 e sabato dalle 7.30 alle 13).

– Numero Verde 800 118 800
A disposizione per le persone over80 con motivi accertati di non autosufficienza (attivo 7 giorni su 7 dalle ore 8 alle ore 20).

Le prenotazioni partiranno dal 1° febbraio on line sul sito prenotavaccino-covid.regione.lazio.it e le somministrazioni dei vaccini partiranno da lunedì 8 febbraio.  

Tutte le info su https://www.salutelazio.it/campagna-di-vaccinazione-anti-covid-19 . #SaluteLazio

Fonte: REGIONE LAZIO

RIPARTIRE CON UNA SANITA’ PUBBLICA DI ECCELLENZA E SFIDARE RSA E OSPEDALITA’ PRIVATA SULLA QUALITA’ E SULL’ETICA

(COMUNICATO STAMPA – Cori, 30 gennaio 2021) riceviamo e pubblichiamo

Casati, il direttore Generale della ASL di Latina, se ne va, e non sarà un caso che dopo 22 anni di oscurità, gli ultimi veramente bui, finalmente si è accesa una luce nei locali adiacenti all’ex PPI di Cori.

Sì, l’altro ieri si sono materializzati una Dottoressa e un Dottore, non noti, che in un men che non si dica, messi al corrente della ridicola situazione, con accroccata “illuminazione votiva”, hanno effettuato una telefonata, e portato i tecnici aspettati da decenni, ad allacciare i fili dell’area che sarebbe stata inizialmente destinata ad una Osservazione Breve, ma i cui destini si sono persi nelle scartoffie burocratiche della ASL che decretavano impossibile l’allaccio della corrente, a causa di un collaudo mai effettuato; e che, a questo punto, come volevasi dimostrare da più parti, e in particolare dal Comitato Civico in difesa dell’Ospedale e poi del PPI di Cori, si è realmente dimostrato irrilevante: così, detto fatto.

Si, non c’è niente da fare: quel che conta è l’assunzione di responsabilità; e la prime persone “libere” che sono arrivate a Cori senza compartimenti stagni nella testa, senza se e senza ma, hanno permesso ciò che era impossibile da 22 anni. E ieri, anche il sistema antincendio dell’edificio ospedaliero è diventato miracolosamente a norma sicurezza, dopo 22 anni.

22 anni ci teniamo a sottolinearlo che sono stati depredazione e sottrazioni, da parte di dirigenti ASL, capi di distretto e sottopanza vari: l’Ospedale di Comunità di Cori è stato per loro un “non luogo”, forse un residuo bellico, un lazzaretto, dove si oscillava tra la cancellazione della memoria dei suoi fasti come Ospedale e la creazione di un monstrum roboante di parole, ma per lo più vuoto di contenuti per tanti cittadini potenziali utenti.

E allora, per fare ciò che è necessario, occorre essere liberi da paraocchi e da livori accumulati inspiegabilmente nel tempo, per la carriera, liberi da quegli studi manageriali che hanno portato al disastro che si è rivelato: la sanità italiana in tempi di Covid. 

Salutiamo questa luce, come il primo giorno della creazione, per dirvi che non possiamo più aspettare alcuna lungaggine burocratica, alcuna giustificazione per non fare. Ci aspettiamo che il PAT torni ad assistere la popolazione per intere 24 ore al giorno, e non con le attuali 12 ore diurne, e lotteremo per questo. Ci aspettiamo che i degenti dell’Ospedale di Comunità tornino ad essere in contatto con almeno un familiare: magari sempre lo stesso e strettamente monitorato nei comportamenti dai Medici di famiglia; e strettamente istruito su precauzioni e regole anticovid; perchè si restituisca un volto umano alla sofferenza. Affinchè non si muoia di solitudine, in solitudine; di inedia, di stenti, di lamenti, pianti e lacrime represse: perchè non c’è più un volto amico e paziente ad imboccarci; e, da soli soli è faticoso vivere e non lasciarsi andare; è faticoso credere che si sia lì, in ospedale, per uscirne fuori, perchè c’è qualcuno ad aspettarti a casa e voglia tornare ad accoglierti a braccia aperte, se non lo vedi più da settimane; occorre curare questo dolore da smarrimento, questa angoscia terrifica, con la presenza dei cari, che sono la cura, parte della cura fondamentale. Ed occorre tutti lavorare, perchè quei posti di degenza dell’Ospedale di Comunità di Cori siano i migliori al mondo. Siano come una casa accogliente: la nostra casa dei sogni. E appena entri senti odore di pulito, ti invade la luce e un’aria buona, senti lenzuola fresche di bucato, ti accolgono sorrisi, che sono accudimento, per corpi stanchi, ma curati e profumati; sorrisi, che sono portate di pietanze calde e fumanti, fiori sbocciati sui davanzali, con il piacere nel cuore di vedere che di giorno in giorno si migliora, che torna forte la voglia di vivere. 

Restituiamo la voglia di vivere ai nostri anziani degenti con la nostra presenza; con quella di operatori sanitari, medici, infermieri, Oss che sappiano dire: “Io sono qui per te! Sì, proprio per te”, presenti nell’ascolto di voci fioche o rugginose, di lamenti ingoiati; presenti nell’ incrociare occhi smarriti e persi di riferimenti; non si può morire di parole non dette, di carezze mancate, di ricerca di sguardi amici, di tempo che non sai più, di vertigini di impotenza.

Se “si cresce solo se sognati”, riprendiamoci, con le parole di Danilo Dolci, come comunità il sogno di un futuro migliore per tutti, e le responsabilità di attuarlo concretamente questo futuro, soprattutto nei luoghi della sofferenza.

RESPONSABILITA’ vuol dire che tutti i progetti accantonati per i servizi sanitari nel nostro paese devono ripartire: immediatamente. La telemedicina a Cori, oggi, è una poltrona vuota coperta da un lenzuolo che la protegge dalla polvere: due anni sono passati, schermi e componenti informatici sono già superati nelle tecnologie; sono anni che si parla di presa in carico dei pazienti cronici: è ora di farlo sul serio, subito; tutti noi siamo parte delle trasformazioni, se lo vogliamo. 

La nuova attrezzatura della Radiologia, non è un regalo da tenere sotto l’albero: si devono dare disposizioni perchè funzioni, si assuma il personale necessario; si riaprano gli ambulatori e se ne incrementino le specialità, si porti l’assistenza domiciliare ad altissimi livelli, si incrementi tutta la medicina di prossimità con risorse adeguate, (con il Recovery plan, possiamo).

Si costringa anche la RSA che è sul territorio ad elevare al massimo gli standard di qualità di accudimento delle persone ricoverate; ed a questo proposito, come Comitato Civico, sfidiamo MIraglia, leader dell’Ospedalità privata, a voler fare della RSA di Cori un fiore all’occhiello di tutta la ospedalità privata a livello nazionale; un modello da seguire per umanità, qualità, competenze tutte, e qualità contrattuali e di retribuzione; mai più vogliamo assistere alla sfilata di carri funebri dipartiti a novembre scorso, mai più.

Noi, Comitato, abbiamo un sogno e vogliamo realizzarlo con tutte le nostre forze, oggi e sempre, per una umanità migliore, a partire dai luoghi del soffrire. Lo dobbiamo a tutti, e lo affermiamo con determinazione, soprattutto in questa giornata che a Cori è la giornata della memoria di un bombardamento che iniziò una mattina, 30 di gennaio, alle 9.30 del 1944, con centinaia di morti. E da queste tante distruzioni, ancora una volta, riusciremo a risorgere.

Covid-19:Ristoro Irap Regione Lazio

  1. La Regione Lazio, attraverso il presente Avviso, e in attuazione della Deliberazione della Giunta Regionale n. 1000 del 15 dicembre 2020 attiva un intervento denominato “RISTORO LAZIO IRAP” per l’erogazione di un contributo a fondo perduto al fine di rispondere con celerità ed efficacia ai fabbisogni di liquidità delle micro, piccole e medie imprese e liberi professionisti titolari di partita I.V.A. della Regione Lazio penalizzati a causa del COVID-19.
  2. Le risorse a disposizione per l’intervento ammontano a 51 milioni di euro nell’ambito dell’azione 3.3.1 del PO FESR LAZIO 2014-2020.
  3. La Regione, rilevata l’urgenza di ristorare le imprese, adotta una procedura semplificata in considerazione dell’emergenza epidemiologica COVID-19, che sta determinando evidenti difficoltà economiche e sociali, e che necessita misure adeguate a sostenere il sistema produttivo regionale e, in particolare, i settori maggiormente colpiti dalle misure di contenimento del contagio.

Articolo 3 – Destinatari e Requisiti

  1. I destinatari del contributo RISTORO LAZIO IRAP sono le MPMI e i professionisti titolari di partita IVA operanti nel Lazio, che sono soggetti passivi dell’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) ai sensi dell’articolo 3 del D.lgs. 446/1997 e che svolgono una delle attività elencate nell’appendice 2 al presente atto, individuate tra quelle che sono state incluse nei DDLL Ristori relativi alle zone gialle o che hanno subito una sospensione di attività a seguito dei DD.PP.CC.MM. 11 e 22 marzo 2020.
  2. Il contributo è destinato ai soggetti che hanno attivato la partita I.V.A. in data antecedente alla data di pubblicazione del presente avviso e che hanno versato o devono versare una quota IRAP 2020 riferibile alla Regione Lazio.

In allegato:

Fonte: REGIONE LAZIO

Covid-19: Decreto Legge per il contrasto del virus dopo il periodo natalizio





Considerato l’evolversi della situazione epidemiologica, del carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e dell’incremento dei casi e dei decessi;
Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di emanare nuove disposizioni per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, adottando adeguate e proporzionate misure di contrasto e contenimento alla diffusione del predetto virus, anche a seguito delle festività natalizie e di inizio anno nuovo, viene emanato il Decreto Legge del 5 gennaio 2021, n.1

  1. Dal 7 al 15 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra regione o provincia autonoma.
  2. Nei giorni 9 e 10 gennaio 2021 sull’intero territorio nazionale, ad eccezione delle Regioni cui si applicano le misure di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, si applicano le misure di cui all’articolo 2 del decreto del Presidente
    del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, ma sono consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi
    di provincia.
  3. Fino al 15 gennaio 2021 nelle regioni in cui si applicano le misure di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020 è altresì consentito lo spostamento, in ambito comunale, verso una sola abitazione privata una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle
    persone disabili o non autosufficienti conviventi. Per i comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti lo spostamento di cui al presente comma è consentito anche per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Covid-19: domande e risposte sul vaccino

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha pubblicato una sezione (aggiornata al 27 dicembre 2020) con tutte le domande e risposte inerenti al vaccino per prevenire la diffusione del Covid-19.

1. Che cos’è e a che cosa serve?

Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è un vaccino destinato a prevenire la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) nei soggetti di età pari o superiore a 16 anni. Contiene una molecola denominata RNA messaggero (mRNA) con le istruzioni per produrre una proteina presente su SARS-CoV-2, il virus responsabile di COVID-19.
Il vaccino non contiene il virus e non può provocare la malattia.

2. Come viene somministrato?

Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) viene somministrato in due iniezioni, solitamente nel muscolo della parte superiore del braccio, a distanza di almeno 21 giorni l’una dall’altra.

3. Come agisce?

I virus SARS-CoV-2 infettano le persone utilizzando una proteina di superficie, denominata Spike, che agisce come una chiave permettendo l’accesso dei virus nelle cellule, in cui poi si possono riprodurre. Tutti i vaccini attualmente in studio sono stati messi a punto per indurre una risposta che blocca la proteina Spike e quindi impedisce l’infezione delle cellule. Il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Comirnaty) è fatto con molecole di acido ribonucleico messaggero (mRNA) che contengono le istruzioni perché le cellule della persona che si è vaccinata sintetizzino le proteine Spike. Nel vaccino le molecole di mRNA sono inserite in una microscopica vescicola lipidica che permette l’ingresso del mRNA nelle cellule. Una volta iniettato, l’mRNA viene assorbito nel citoplasma delle cellule e avvia la sintesi delle proteine Spike.
Le proteine prodotte stimolano il sistema immunitario a produrre anticorpi specifici. In chi si è vaccinato e viene esposto al contagio virale, gli anticorpi così prodotti bloccano le proteine Spike e ne impediscono l’ingresso nelle cellule.
La vaccinazione, inoltre, attiva anche le cellule T che preparano il sistema immunitario a rispondere a ulteriori esposizioni a SARS-CoV-2
Il vaccino, quindi, non introduce nelle cellule di chi si vaccina il virus vero e proprio, ma solo l’informazione genetica che serve alla cellula per costruire copie della proteina Spike. Se, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare nuovamente in contatto con il SARS-CoV-2, il suo sistema immunitario riconoscerà il virus e sarà pronto a combatterlo.
L’mRNA del vaccino non resta nell’organismo ma si degrada poco dopo la vaccinazione.

Per consultare tutte le altre domande, scegli una delle seguenti opzioni:

Consulta il sito dell’AIFA: VACCINO: DOMANDE E RISPOSTE

Tecnologie km30: dove si può arrivare da un piccolo Comune, con un raggio di 30 chilometri?

Dal 24 dicembre entra in vigore il decreto legge 172 del 18 dicembre 2020, che definisce le misure urgenti per le festività natalizie e di inizio anno nuovo e contingenta gli spostamenti  in tutta Italia. 

Nei soli giorni arancioni, (28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021) dai piccoli comuni (sotto i 5 mila abitanti), è permesso muoversi nel raggio di 30 chilometri. 

Ma dove si può arrivare da un piccolo Comune, con un raggio di 30 chilometri?

Un team di amici, esperti in “open data”, autori di numerose iniziative di cittadinanza attiva digitale, in collegamento online dal Trentino alla Sicilia hanno realizzato un database interattivo: si inserisce il nome del comune in cui si abita,ed apparirà il «raggio di azione» in cui sarà possibile spostarsi.

Una pagina online, realizzata come un «giochino» divertente ed istruttivo, istruttivo perchè ci sono tutte le istruzioni per smontarlo e rimontarlo a piacere.

Un abitante di Rocca Massima, in provincia di Latina, potrebbe potenzialmente andare in 98 Comuni diversi, (tranne che nel capoluogo Latina, vietato per dimensione e numero di abitanti), occorrerà scegliere però visto che la licenza di muoversi non è per un forsennato viavai, ma per una meta al giorno.

Andrea Borruso, geomatico, che ha coordinato il gruppo di lavoro online costituito da Salvatore Fiandaca e Maurizio Napolitano, non è nuovo a regali e prototipi di grande utilità per la vita dei cittadini, riutilizzando tutte quelle informazioni che rilascia il settore pubblico e che per definizione devono essere pubblicati in dati aperti. 

Nel Natale 2017, Andrea Borruso di Ondata ha realizzato l’AlboPop del Comune di Cori su Canale Telegram, in collaborazione con l’APS Polygonal, un fantastico albo pretorio tascabile e online, accessibile per tutti i cittadini in tempo reale, modello replicabile per ogni Comune che tenga a trasparenza e vera accessibilità degli atti amministrativi.

Ed allora, in quale aree ci si potrà spostare da un piccolo comune? Con un click qui , poi sul tasto azzurro “quali Comuni”, e infine in alto a destra digitate per la ricerca il nome del piccolo paese dove abitate.

Il giochino è stato talmente contagioso, che un loro amico, ha realizzato anche un Bot Telegram 30K, così scopriamo che se da Rocca Massima [ab. 1115] puoi spostarti verso 98 Comuni, da Ventotene, il raggio d’azione si ferma a Ponza.

Per la provincia  di Latina, Polygonal ha estrapolato  la lista dei paesi, dove sarà possibile muoversi nel raggio dei 30 chilometri, rimane il monito di non approfittarne ed uscire con prudenza.

MAPPACOMUNEPOPOLAZIONESUPERFICIE (km²)PROVINCIA
vediBassiano145932.4Latina
vediCampodimele57638.38.00Latina
vediCastelforte427529.7Latina
vediLenola411845.24.00Latina
vediMaenza302842.13.00Latina
vediNorma379731.22.00Latina
vediPonza330910.16Latina
vediProssedi118735.37.00Latina
vediRoccagorga427124.49.00Latina
vediRocca Massima110118.17Latina
vediRoccasecca dei Volsci111123.5Latina
vediSperlonga319919.49Latina
vediSpigno Saturnia289139.14.00Latina
vediVentotene7252.15Latina
Comuni della provincia di Latina al di sotto dei 5000 abitanti

Ma la cosa bella, per gli appassionati e informatici, Andrea Borruso, racconta come si è arrivati a realizzare questa mappa interattiva, e c’è davvero da imparare tanto tanto …

https://medium.com/tantotanto/il-decreto-di-natale-in-chilometri-8af38744a7d5

E allora, Buon Natale, un Natale interattivo e digitale, ovunque voi siate!

SPOSTAMENTI E CHIUSURE NEL PERIODO DI NATALE

In sintesi il Decreto Legge 18/12/2020 che stabilisce la zona rossa il 24, 25, 26, 27 e 31 dicembre 2020 e 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021; zona arancione il 28, 29, 30 dicembre 2020 e 4 gennaio 2021.

🚗Spostamenti

❌Fino al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti tra Regioni diverse, anche per raggiungere le seconde case.

❌È vietato spostarsi dalle 22 alle 5.

❗️Il 31 dicembre è vietato spostarsi dalle 22 alle 7 del mattino del 1° gennaio 2021.

➡️ Fino al 23 dicembre ci si può spostare tra Comuni diversi all’interno della propria Regione.

🔴Il 24-25-26-27-31 dicembre, 1-2-3-5-6 gennaio puoi spostarti solo per:

✅motivi di lavoro, salute, necessità (è compresa l’assistenza a anziani e l’acquisto di beni alimentari e di prima necessità)

✅rientrare alla tua residenza, domicilio o abitazione.

✅Inoltre dalle 5 alle 22 puoi andare a trovare amici o parenti all’interno della tua regione: puoi spostarti per questo motivo  ➡️solo una volta al giorno, massimo in due persone ( i figli minori di 14 anni e le persone conviventi con disabilità o non autosufficienti non rientrano nel conto).

✅🏃Puoi fare attività motoria nei pressi della tua abitazione e attività sportiva all’aperto, ma solo in forma individuale.

✍️Per spostarti devi compilare l’autodichiarazione

🟠Il 28-29-30 dicembre, 4 gennaio puoi spostarti

✅all’interno del tuo Comune dalle 5 alle 22 senza bisogno di giustificazione

✅fuori dal tuo Comune solo per lavoro, salute e necessità

✅puoi spostarti in un altro Comune fino a 30 km di distanza se abiti in un piccolo Comune (fino a 5mila abitanti). ❌Non puoi andare nel capoluogo di provincia.

✅Inoltre dalle 5 alle 22 puoi andare a trovare amici o parenti all’interno della tua regione: puoi spostarti per questo motivo solo una volta al giorno, massimo in due persone ( i figli minori di 14 anni e le persone conviventi con disabilità o non autosufficienti non rientrano nel conto).

📍Vai alle domande su come funziona tra il 21 dicembre e il 6 gennaio 2021

Negozi e centri commerciali
🔴24, 25, 26, 27, 31 dicembre / 1, 2, 3, 5 e 6 gennaio 2021 ❌chiusi bar e ristoranti
✅consentiti asporto (fino alle 22) e consegne a domicilio (senza restrizioni)
❌chiusi negozi e centri estetici
Sono aperti:
✅supermercati, beni alimentari e di prima necessità
✅farmacie e parafarmacie
✅librerie, edicole, tabaccherie
✅lavanderie, parrucchieri e barbieri
🟠28, 29, 30 dicembre e 4 gennaio 2021
✅ i negozi possono restare aperti fino alle 21.

Osservatorio sulla gestione della salute nella ASL di Latina

riceviamo e pubblichiamo

E’ veramente “offensivo” il pensiero corto della guerra espresso da Giorgio Casati, Direttore Generale della ASL di Latina, quando afferma che non serve riaprire gli “ospedali dismessi”. 

Con fermezza, allo stesso tempo, come Comitato Civico respingiamo le tante “boutade” dei politici di ogni colore ed ex trombati di turno, che si affollano per conquistare, le pagine promozionali dei giornali, con ideuzze, mezze righe e riciclati, pur di galleggiare nel letame sanitario pontino.

Occorre un pensiero largo, sistemico, in grado di vedere oggi e di anticipare il futuro, affinché “non sia mai più come prima!”

Oggi

Alle 9.40, sono già 50 i pazienti in carico al DEA di Latina (fonte: http://www.regione.lazio.it/accessiprontosoccorso/); sono oltre 150 i pontini ricoverati per Covid per lo più nel Goretti di Latina, (a Roma non ci vogliono andare); in tutto il Lazio sono occupati il 37% dei posti letto in terapia intensiva per Covid,  numericamente 352 (trecentocinquantadue) pazienti,  (fonte: https://www.agenas.gov.it/covid19/web/index.php#); in area non critica nel Lazio sono occupati il 50% dei posti letto, corrispondenti a  3241 (tremiladuecentoquarantuno) pazienti Covid.

“Italia Oggi”, ha pubblicato, ieri la “22a indagine sulla Qualità della Vita” realizzata con l’Università La Sapienza: posiziona il territorio pontino all’85° posto nella graduatoria delle 107 province italiane; però Latina scivola drammaticamente al 93° posto per Il sistema salute a causa di uno scarsissimo numero di posti letto e per le insufficienti tecnologie mediche e diagnostiche.

“La provincia di Latina ha il 10% della popolazione del Lazio e dunque il 10% infetti (covid ndr) e il 10% dei ricoverati, ma non ha il 10% dei posti letto che sono invece concentrati su Roma.” Cosi, esordisce nelle sue dichiarazioni a Il Messaggero di ieri, Giorgio Casati, e comunica che giovedì prossimo in videoconferenza la ASL incontrerà tutte le Strutture Private a fronte di nuove risorse concesse dalla Regione Lazio per le prestazioni riabilitative.

Dunque: concentrazione o dispersione delle risorse, qual è la politica sanitaria della ASL?

Le strutture pubbliche “dismesse” a dire di Casati, sono inutili, mentre sono talmente utili le Strutture private che le convoca a breve per discutere delle nuove risorse economiche della Regione Lazio per la Riabilitazione. 

Solo i Comitati vedono qualche incongruenza? Oppure no? O tutto fila liscio secondo il pensiero corto della guerra!

C’è una inutilità voluta, che è offesa e umiliazione continua, in primo luogo delle popolazioni che hanno provveduto nel tempo a investire in beni, servizi, risorse umane, per la sanità nel proprio territorio: quante donazioni, quanta oblatività di tante professionalità? 

I territori dei c.d. ospedali dismessi hanno creduto e credono nella salute bene comune, credono ancor di più che il futuro è la salute bene comune nell’ambito di ogni Comunità. 

Dovrebbe essere la prima lezione di Covid 19 (https://youtu.be/f6ZH5BDY4G4): affollamento e concentrazione, non sembrano rispondere a mantenere un delicato equilibrio vitale, soprattutto nelle dinamiche organizzative.

Non sappiamo se il manager della Asl di Latina, abbia studiato alla “Sorbona”, ma se vuole continuare a pensare a una guerra, gli rammentiamo che Napoleone sapeva che poteva vincere solo grazie ai sogni di vittoria dei suoi soldati, ed occorre però ricordargli che i suoi soldati sono la sanità pubblica.

Come Comitato siamo sinceramente preoccupati di questo miope andazzo nella sanità pontina, tanto più che questa crisi sanitaria, prevede tante risorse economiche in gioco: dove andranno a finire? 

Vogliamo aprire un necessario dibattito sulle scelte per la sanità pubblica, aperto, partecipato, trasparente, per costruire il futuro.

Siamo oggi preoccupati delle tante omissioni rispetto ai morti con Covid dell’Ospedalità privata, della copertura delle morti bianche nelle RSA con i protocolli di telemonitoraggio, di dati e informazioni drogati da amnesie istituzionali. 

Nel mese di novembre una popolazione di oltre 10.000 abitanti, quella di Cori, ha contato sul proprio territorio quasi un decesso al giorno, non una parola da parte dei vertici della ASL (dati ufficiali https://www.opensalutelazio.it, ci dicono che nel corso del 2017, in un anno, erano decedute 123 persone).

Qualcosa non va, è ora di parlarne, è l’ora delle scelte, oggi per il futuro.

Covid-19: sostegno ai diplomati meritevoli per l’iscrizione all’università

L’Avviso:

  • si colloca nell’ambito degli interventi messi in campo dalla Regione Lazio in continuità con le misure già realizzate per contrastare gli effetti derivanti dal perdurare dello stato d’emergenza causata dal COVID_19 con l’obiettivo di sostenere il diritto allo studio per gli studenti neodiplomati meritevoli che hanno concluso il loro percorso formativo conseguendo un diploma di scuola secondaria di secondo grado, incoraggiando la loro permanenza nei sistemi di istruzione e formazione nonché nella costruzione di progetti/strumenti anche innovativi orientati alla prosecuzione degli studi o all’inserimento nel mondo del lavoro, come scelte consapevoli e rafforzate da un bagaglio di informazioni e conoscenze adeguato ad affrontare le nuove sfide della società;
  • prevede l’erogazione di un bonus una tantum di € 500 (eurocinquecento/00) a favore di studenti meritevoli, diplomati presso una scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione pubblica e paritaria dislocate sul territorio della Regione Lazio, che nell’anno scolastico 2019-2020 hanno conseguito un diploma di maturità con una votazione pari o superiore a 91/00 e che si sono già iscritti o decidono di iscriversi al primo anno di università a.a 2020-2021 presso una delle università ubicate sul territorio della Regione Lazio.

In allegato:

Fonte: Regione Lazio