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Vaccino Astrazeneca: le rassicurazioni dell’AIFA

COMUNICAZIONE SOSPENSIONE VACCINO ASTRAZENECA IN TUTTA ITALIA

AIFA: sospensione precauzionale del vaccino AstraZenecaL’AIFA ha deciso di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’EMA, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca COVID-19 su tutto il territorio nazionale. Tale decisione è stata assunta in linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paese europei. Ulteriori approfondimenti sono attualmente in corso. L’AIFA, in coordinamento con EMA e gli altri Paesi europei, valuterà congiuntamente tutti gli eventi che sono stati segnalati a seguito della vaccinazione.

Fonte: AIFA

COMUNICAZIONE DEL 15 MARZO 2021

I casi di decesso verificatisi dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca hanno un legame solo temporale. Nessuna causalità è stata dimostrata tra i due eventi. L’allarme legato alla sicurezza del vaccino AstraZeneca non è giustificato.

AIFA sottolinea che le attività di farmacovigilanza proseguono sia a livello nazionale che europeo in collaborazione con EMA, monitorando con attenzione possibili effetti avversi legati alla vaccinazione.

AIFA rassicura fortemente i cittadini sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca per una ottimale adesione alla campagna vaccinale in corso.

Fonte: MINISTERO DELLA SALUTE

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COMUNICAZIONE DEL 9 MARZO 2021

Vaccino italiano alla ASL Latina: Si cercano volontari per sperimentazione fase 2

Il Centro per le Malattie Infettive della ASL di Latina, è stato individuato tra i centri italiani dove saranno avviate due importanti sperimentazioni: studio coordinato dall’INMI Spallanzani COVITAR sul vaccino italiano ReiThera e studio SIMIT/AIFA sugli anticorpi monoclonali. E’ un riconoscimento alla professionalità tecnico-scientifica e all’impegno nella gestione della pandemia Covid che pongono la ASL di Latina fra i centri di riferimento individuati in questo importante percorso a forte impatto nazionale. Inoltre, sta continuando lo studio sul plasma da convalescente.

Studio COVITAR
Nei prossimi giorni, presso l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, partirà la sperimentazione di
fase 2/3 del vaccino prodotto dalla casa farmaceutica italiana ReiThera. Il vaccino (GrAd-CoV-2) rientra nel gruppo dei cosiddetti vaccini a vettore virale, un adenovirus costruito in modo da non replicarsi nell’organismo ma in grado di stimolare una forte immunità verso la proteina Spike di cui contiene l’informazione genetica. Dalla fase 1 è emerso un buon profilo di sicurezza con scarse reazioni avverse limitate per intensità e durata. Dopo 28 giorni dalla vaccinazione oltre il 94% dei soggetti nella fascia d’età 18-55 anni vaccinati con una sola dose ha prodotto anticorpi, ed oltre il 90% ha sviluppato anticorpi con potere neutralizzante nei confronti del virus. Inoltre, la risposta osservata nei soggetti anziani non differisce da quella dei soggetti più giovani.


Si cercano volontari di età maggiore di 18 anni. L’impegno richiesto è di circa 4 visite nei primi due mesi (durante le quali verranno effettuati secondo un calendario prestabilito una serie di accertamenti tra cui prelievi ematici e tampone molecolare per COVID-19) e ulteriori 3 visite più distanti nel tempo.
È previsto un rimborso economico per ogni partecipante di circa 800 euro totali.
Per informazioni e adesioni alla vaccinazione ReiThera si prega di contattare il numero +393277080059 dal Lunedì al Venerdì dalle 10:00 alle 18:00 o tramite mail scrivendo al seguente indirizzo covitar.latina@gmail.com.

Studio PLASMA DA CONVALESCENTE
Per quanto concerne i risultati all’utilizzo del plasma da convalescenti, fino ad oggi, a partire dalla
prima ondata pandemica, la ASL di Latina ha già trattato 10 pazienti: di questi 6 hanno risposto al
trattamento.

Il plasma prodotto presso il Centro trasfusionale dell’Ospedale SM Goretti di Latina viene utilizzato soprattutto in pazienti immunodeficienti con scarsa risposta immunitaria, che non hanno altre possibilità terapeutiche.

Lo studio clinico terminerà nel mese di dicembre 2021. Si invitano tutti coloro che hanno contratto il virus, e sono guariti, a donare il proprio plasma rivolgendosi al servizio Immuno-trasfusionale dell’Asl di Latina (n.iannace@ausl.latina.it).

Fonte: COMUNICATO STAMPA ASL LATINA

UN ANNO DOPO (The year after)

Comunicato Stampa del Comitato Civico Cori, 5 marzo 2021 – Riceviamo e pubblichiamo

Stamane ci risvegliamo con la più importante dichiarazione della attuale storia della politica italiana, il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nelle vesti di Segretario nazionale del PD, nel pomeriggio di oggi ufficialmente dimissionario, rimbalza sulla stampa:

 “ Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni.”

In questa frase rileviamo un solo errore, On. Zingaretti, francamente, non è da 20 giorni, ci pare ormai da sempre, e purtroppo non riguarda solo i suoi sodali, ma tutto l’arco costituzionale.

E per essere concreti, affrontiamo proprio la situazione della salute nell’ultimo anno, e delle risorse messe in campo, con una lente di ingrandimento, relativa al nostro territorio, ASL di Latina, Distretto 1, Ospedale di Comunità di Cori, futura Casa della Salute?!?

A un anno dalla pandemia, ci saremmo aspettati di trovare in marcia costante tutte le misure per una sanità affinché, nel nostro distretto,  nella struttura sanitaria di Cori, ci fosse una “salute di casa”, o per dirla con le parole dei tecnici e dei burocrati, affinché fossero stati realizzati tutti i presupposti per una vera medicina di prossimità: avviata la telemedicina, avviati nuovi ambulatori, avviata la radiologia, avviati i Percorsi Terapeutici Diagnostici Assistiti per diabete, scompenso cardiaco e broncopolmonare cronico ostruttivo, ma non è così, anzi ci pare sempre peggiorare la situazione.

E allora mettiamo in fila  le dichiarazioni e i documenti della ASL, le dichiarazioni di alcuni Consiglieri regionali e i documenti della Regione Lazio a ritroso:

ASL di Latina: Comunicati e Ordinanze

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/4055/Comunicato%20Asl%20Latina%204%20Febbraio-%20Goretti%20’Trauma%20Center’.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/4042/Comunicato%20stampa%20Asl%20Latina-%20campagna%20vaccinale%20over%2080.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/4042/Comunicato%20stampa%20Asl%20Latina-%20campagna%20vaccinale%20over%2080.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/4014/Comunicato%20Asl%20Latina-%20telemedicina%2021%20gennaio.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/4005/comunicato%20stampa%20servizio%20Voce%20Amica%20–.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/3983/Comunicato%20stampa%20Asl%20Latina-%20Reclutamento%20personale%20–.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/3964/Comunicato%20Asl%20Latina%207%20gennaio-%20Piano%20Vaccinale%20-%20.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/3894/1%20Comunicato%20ASL%20LATINA%20CS-%20Al%20Più%20Presto.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/3884/Comunicato%20stampa%20Asl%20di%20Latina%2010%20dic.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/3850/c.s.%20Riabilitazione%20territoriale.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/3758/CS%2028.10.20.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/3754/c.s.%20Emodinamica%20e%20Tac%20Dono%20Svizzero%20Formia.pdf

https://www.ausl.latina.it/comunicati-stampa/3650-la-asl-di-latina-tra-i-vincitori-del-premio-innovazione-digitale-in-sanita-2020-del-politecnico-di-milano

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/3532/C.S.%20Nuove%20Case%20della%20Salute.pdf

https://www.ausl.latina.it/comunicati-stampa/3466-comunicato-stampa-del-14-07-2020-sala-ibrida

Comunicato Stampa del 09/06/2020 – Attività Ambulatoriale

ORDINANZE ASL PAT

https://www.ausl.latina.it/attachments/category/14/Ordinanza%20DG%20del%2011%20Marzo%202020.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/3160/ordinanza.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/3360/Ordinanza%20DG.pdf

https://www.ausl.latina.it/attachments/article/3669/ORDINANZA2020.pdf

Consigliere Giuseppe Simeone

Consigliere Salvatore La Penna

https://www.facebook.com/salvatore.lapenna.71/posts/1470717519784963

https://www.facebook.com/salvatore.lapenna.71/posts/1467381443451904

https://www.facebook.com/salvatore.lapenna.71/posts/1429396820583700

REGIONE LAZIO

E partiamo da quest’ultima notiziona: solo a febbraio 2020 la SVOLTA NELLA GOVERNANCE SISTEMA SANITARIO REGIONALE un open day con le associazioni dal titolo: ‘Il modello Lazio, per una sanità partecipata’ e di buzzo buono ci mettiamo, a chiederci quanto della sanità partecipata sia partita, e quante belle ricadute stia avendo sul distretto 1 della ASL di Latina.

Per quanto riguarda il Comitato Civico di Cori, la partecipazione non è stata mai riconosciuta dal Direttore Generale della ASL, ma tollerata e guardata a vista, per la capacità pervasiva di mobilitazione che il Comitato ha sempre avuto; non è mai arrivato al Comitato un invito diretto a partecipare, abbiamo invece sempre preteso di poter essere auditori anche online delle Conferenze dei Servizi. 

Eppure: “con il ‘Participation Act’ intendiamo dare una svolta significativa nella governance del sistema sanitario regionale. Promuoviamo la partecipazione delle organizzazioni di tutela dei pazienti e dei loro famigliari nella programmazione e valutazione dei servizi sanitari regionali”, così chiosava la Regione Lazio. 

Da ieri è chiuso presso l’Ospedale di Comunità di Cori anche l’ambulatorio di pediatria, potrà riaprirsi solo a maggio, quando la Dottoressa Pediatra titolare, potrà insediarsi, e allora, cosa rimane nella struttura sanitaria di Cori? 

Solo la possibilità dei prelievi per le analisi; è ormai chiuso da mesi  l’ambulatorio di cardiologia, l’ambulatorio di broncopneumologia. Il PAT ex PPI è, lo sapete tutti ormai, aperto solo dalle 8.00 alle 20.00, e ancora non si comprende se ci sarà un ritorno ad H 24 ed a nuove funzioni al servizio della popolazione.

Intanto si è stiracchiata dal Sindaco la possibilità di fare i tamponi, dopo infinite diatribe sui locali adibiti e le competenze;  i medici di famiglia sono da tempo pronti a fare i vaccini, ma non arrivano ordini esecutivi da parte della ASL.

Tutta la strumentazione della telemedicina (PC, poltrona, etc., ) giace da qualche parte a fare le ragnatele per diventare obsoleta visto che sono già passati due anni dall’acquisto; e a fare altrettante ragnatele c’è anche il nuovo radiografo portatile consegnato nell’autunno scorso per mano dello stesso Consigliere La Penna (trasformatosi in padroncino di logistica), lo hanno occultato da qualche parte, quando potrebbe essere proprio utile.

Come se non bastasse, ai pochi ricoverati nel reparto dell’Ospedale di Comunità, è negata la presenza e la cura dei propri cari, causa pandemia; legittimando però un vero e proprio sequestro di persona, con il rischio che il personale del reparto, per demotivazione e assenza di controllo da parte dei parenti, si trasformi invece che in angeli, in aguzzini, poichè l’indifferenza genera indifferenza e dal ruolo di custodia, a quello di carcerieri il passo è breve.

Intanto il personale che conosciamo, via via sta prendendo la strada della pensione, ma di nuove assunzioni, di risorse umane motivate e fresche, poco se ne parla da queste parti.

A conferma delle parole di Zingaretti dalle quali siamo partiti, c’è attenzione da parte della ASL, ai soldoni: 300.000.000  (trecento milioni di euro), di questo parlano le carte pronte per il Nuovo Ospedale di Latina,  https://drive.google.com/file/d/1GPS530cslWqEtCs-M327u-kisAICfN_S/view?usp=sharing , per dissetare assetati e sfamare appetiti dei soliti noti, magari malavitosi,  non certo per risolvere oggi i problemi di salute di tanta povera gente; proseguiamo così, il diritto alla salute per tutti, la salute di prossimità, sembra un lusso che non ci possiamo permettere, ma quei trecento milioni è ciò che più fa gola al sistema di potere e dei partiti di Latina e provincia, tutti uniti e compatti: VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!!

Ma sappiate che non resteremo a guardare!

RIPARTIRE CON UNA SANITA’ PUBBLICA DI ECCELLENZA E SFIDARE RSA E OSPEDALITA’ PRIVATA SULLA QUALITA’ E SULL’ETICA

(COMUNICATO STAMPA – Cori, 30 gennaio 2021) riceviamo e pubblichiamo

Casati, il direttore Generale della ASL di Latina, se ne va, e non sarà un caso che dopo 22 anni di oscurità, gli ultimi veramente bui, finalmente si è accesa una luce nei locali adiacenti all’ex PPI di Cori.

Sì, l’altro ieri si sono materializzati una Dottoressa e un Dottore, non noti, che in un men che non si dica, messi al corrente della ridicola situazione, con accroccata “illuminazione votiva”, hanno effettuato una telefonata, e portato i tecnici aspettati da decenni, ad allacciare i fili dell’area che sarebbe stata inizialmente destinata ad una Osservazione Breve, ma i cui destini si sono persi nelle scartoffie burocratiche della ASL che decretavano impossibile l’allaccio della corrente, a causa di un collaudo mai effettuato; e che, a questo punto, come volevasi dimostrare da più parti, e in particolare dal Comitato Civico in difesa dell’Ospedale e poi del PPI di Cori, si è realmente dimostrato irrilevante: così, detto fatto.

Si, non c’è niente da fare: quel che conta è l’assunzione di responsabilità; e la prime persone “libere” che sono arrivate a Cori senza compartimenti stagni nella testa, senza se e senza ma, hanno permesso ciò che era impossibile da 22 anni. E ieri, anche il sistema antincendio dell’edificio ospedaliero è diventato miracolosamente a norma sicurezza, dopo 22 anni.

22 anni ci teniamo a sottolinearlo che sono stati depredazione e sottrazioni, da parte di dirigenti ASL, capi di distretto e sottopanza vari: l’Ospedale di Comunità di Cori è stato per loro un “non luogo”, forse un residuo bellico, un lazzaretto, dove si oscillava tra la cancellazione della memoria dei suoi fasti come Ospedale e la creazione di un monstrum roboante di parole, ma per lo più vuoto di contenuti per tanti cittadini potenziali utenti.

E allora, per fare ciò che è necessario, occorre essere liberi da paraocchi e da livori accumulati inspiegabilmente nel tempo, per la carriera, liberi da quegli studi manageriali che hanno portato al disastro che si è rivelato: la sanità italiana in tempi di Covid. 

Salutiamo questa luce, come il primo giorno della creazione, per dirvi che non possiamo più aspettare alcuna lungaggine burocratica, alcuna giustificazione per non fare. Ci aspettiamo che il PAT torni ad assistere la popolazione per intere 24 ore al giorno, e non con le attuali 12 ore diurne, e lotteremo per questo. Ci aspettiamo che i degenti dell’Ospedale di Comunità tornino ad essere in contatto con almeno un familiare: magari sempre lo stesso e strettamente monitorato nei comportamenti dai Medici di famiglia; e strettamente istruito su precauzioni e regole anticovid; perchè si restituisca un volto umano alla sofferenza. Affinchè non si muoia di solitudine, in solitudine; di inedia, di stenti, di lamenti, pianti e lacrime represse: perchè non c’è più un volto amico e paziente ad imboccarci; e, da soli soli è faticoso vivere e non lasciarsi andare; è faticoso credere che si sia lì, in ospedale, per uscirne fuori, perchè c’è qualcuno ad aspettarti a casa e voglia tornare ad accoglierti a braccia aperte, se non lo vedi più da settimane; occorre curare questo dolore da smarrimento, questa angoscia terrifica, con la presenza dei cari, che sono la cura, parte della cura fondamentale. Ed occorre tutti lavorare, perchè quei posti di degenza dell’Ospedale di Comunità di Cori siano i migliori al mondo. Siano come una casa accogliente: la nostra casa dei sogni. E appena entri senti odore di pulito, ti invade la luce e un’aria buona, senti lenzuola fresche di bucato, ti accolgono sorrisi, che sono accudimento, per corpi stanchi, ma curati e profumati; sorrisi, che sono portate di pietanze calde e fumanti, fiori sbocciati sui davanzali, con il piacere nel cuore di vedere che di giorno in giorno si migliora, che torna forte la voglia di vivere. 

Restituiamo la voglia di vivere ai nostri anziani degenti con la nostra presenza; con quella di operatori sanitari, medici, infermieri, Oss che sappiano dire: “Io sono qui per te! Sì, proprio per te”, presenti nell’ascolto di voci fioche o rugginose, di lamenti ingoiati; presenti nell’ incrociare occhi smarriti e persi di riferimenti; non si può morire di parole non dette, di carezze mancate, di ricerca di sguardi amici, di tempo che non sai più, di vertigini di impotenza.

Se “si cresce solo se sognati”, riprendiamoci, con le parole di Danilo Dolci, come comunità il sogno di un futuro migliore per tutti, e le responsabilità di attuarlo concretamente questo futuro, soprattutto nei luoghi della sofferenza.

RESPONSABILITA’ vuol dire che tutti i progetti accantonati per i servizi sanitari nel nostro paese devono ripartire: immediatamente. La telemedicina a Cori, oggi, è una poltrona vuota coperta da un lenzuolo che la protegge dalla polvere: due anni sono passati, schermi e componenti informatici sono già superati nelle tecnologie; sono anni che si parla di presa in carico dei pazienti cronici: è ora di farlo sul serio, subito; tutti noi siamo parte delle trasformazioni, se lo vogliamo. 

La nuova attrezzatura della Radiologia, non è un regalo da tenere sotto l’albero: si devono dare disposizioni perchè funzioni, si assuma il personale necessario; si riaprano gli ambulatori e se ne incrementino le specialità, si porti l’assistenza domiciliare ad altissimi livelli, si incrementi tutta la medicina di prossimità con risorse adeguate, (con il Recovery plan, possiamo).

Si costringa anche la RSA che è sul territorio ad elevare al massimo gli standard di qualità di accudimento delle persone ricoverate; ed a questo proposito, come Comitato Civico, sfidiamo MIraglia, leader dell’Ospedalità privata, a voler fare della RSA di Cori un fiore all’occhiello di tutta la ospedalità privata a livello nazionale; un modello da seguire per umanità, qualità, competenze tutte, e qualità contrattuali e di retribuzione; mai più vogliamo assistere alla sfilata di carri funebri dipartiti a novembre scorso, mai più.

Noi, Comitato, abbiamo un sogno e vogliamo realizzarlo con tutte le nostre forze, oggi e sempre, per una umanità migliore, a partire dai luoghi del soffrire. Lo dobbiamo a tutti, e lo affermiamo con determinazione, soprattutto in questa giornata che a Cori è la giornata della memoria di un bombardamento che iniziò una mattina, 30 di gennaio, alle 9.30 del 1944, con centinaia di morti. E da queste tante distruzioni, ancora una volta, riusciremo a risorgere.