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Vaccino anticovid-19: partono le prenotazioni per la fascia d’età 17-39 anni

Le prossime date di apertura delle prenotazioni

Da domenica 6 giugno alle 24:00 fascia d’età 39-35 (nati 1982-1986)

Da martedì 8 giugno alle 24:00 fascia d’età 34-30 (nati 1987-1991)

Da giovedì 10 giugno alle 24:00 fascia d’età 29-25 (nati 1992-1996)

Domenica 13 giugno alle 24:00 fascia d’età 24-17 (nati 1997-2004)

La Fascia d’età 12-16 anni (nati 2009-2005) deve rivolgersi al pediatra di libera scelta/medico di medicina generale.

Prenotazioni su: PRENOTA VACCINO

Tutte le informazioni su: SALUTE LAZIO

Fonte: SALUTE LAZIO

Regione Lazio: Open Week Astrazeneca over18

Disponibili da ora ticket virtuali aggiuntivi per le giornate di sabato 5 e domenica 6 giugno.

Per tutte le informazioni relative ai punti di somministrazione e gli orari vai su: OPEN DAY

Per ritirare il ticket virtuale, fino ad esaurimento disponibilità, vai su: UFIRST

FONTE: SALUTE LAZIO

Per prenotarsi: PRENOTA VACCINO COVID-19

Tutte le info: SALUTE LAZIO

ZONA PROFONDO ROSSO: CORI

Comunicato Stampa Comitato Civico – Cori, 13 maggio 2021

Ci dispiace deludervi ora che il Lazio da due settimane è zona gialla: 

Cori è “ZONA ROSSA”

Di un rosso, profondo sempre più, in termini di servizi per la salute, anzi per i disservizi all’ordine del giorno, e rischia di portarsi appresso nella “zona rossa” tutto il Distretto 1 della ASL, a partire da Cisterna, e via a seguire con Aprilia; che Roccamassima è già da tempo fuori gioco.

Dire indecente la condizione dei cittadini di Cori, Roccamassima, Norma, che la mattina si recano presso l’Ospedale di Comunità di Cori, lasciati al freddo, a capire se avranno diritto a fare un prelievo per le analisi, dove si va per la fila dalle 6,30 del mattino, per sperare di stare tra i primi 30 cittadini fortunati e, non tornare i giorni a venire, a tentare ogni volta questa strana lotteria.

Ma la lotteria della ASL di Latina, distretto 1 (siete avvisati: senza cashback), non si ferma al sistema prelievi, ma anche alla scelta del Medico di Famiglia; lì però ci si sposta doverosamente a Cisterna, che a Cori è troppo garantire una scelta tra “tanti servizi”, vista la serie dei pensionamenti sia dei MMG, che del personale della ASL; ma anche lì, numeretti limitati, e a prenderli al volo c’è chi si sveglia prima dell’alba o non dorme affatto. Ci avevate illuso, signori della ASL, che ci avviavamo ad un sistema sanitario migliore, con una Casa della Salute funzionante in ogni luogo, la Telemedicina, la telemedicina a Cori… 

Ora vorremmo sapere se lo sa la Corte dei Conti, quanto si sprechino soldi senza costrutti nella ASL di Latina? O dovremmo informarli noi, Comitato Civico di Cori? Che si comprano macchinari per far la ruggine da anni, che non c’è un sistema previsionale sul turn over del personale, che c’è chi sta male e non ha risposta: il distretto 1 della Asl di Latina dispensa a piene mani  ai cittadini solo sofferenze inutili aggiunte a quelle della malattia.

L’ex PPI  a Cori, rimane chiuso dalle 20.00 alle 8.00; e allora tutta la struttura è blindata, per non dare un minimo di assistenza a chi ne ha bisogno; che vergogna questo 2021 di promesse a vanvera, quelle dell’On.le La Penna andate a male, di mancate risposte da parte dei nuovi vertici della ASL di Latina.

Tra qualche giorno chiuderà anche l’Ambulatorio di Pneumologia, sempre a causa del pensionamento di un medico: ma il Direttore Generale della ASL di Latina, lo sa? Lo sa il Direttore del Distretto? Nulla muovendosi, sembrerebbe di no: ora però come direbbe un famoso calzolaio corese vi abbiamo informati.

Ad oggi sappiamo, come Comitato Civico, che la Dott.a Cavalli, come il suo predecessore, fa orecchie da mercante alle legittime richieste dei cittadini. 

Alla nostra nota, protocollata il 25 marzo scorso, non è seguita alcuna risposta, ne consegue che Le intimiamo pubblicamente di rispondere, perchè il Comitato di fronte ai muri di gomma non si ferma; parte in giornata la nostra messa in mora di 15 giorni, per chi voglia evitare una denuncia per omissione di atti di ufficio e la comunicazione al Difensore Civico della Regione Lazio.

Il Comitato Civico di Cori inoltre ha aderito all’iniziativa “Ripartenza a porte aperte” http://opengovforum.it, perchè ritiene la trasparenza delle PA fondamentale, unita alla partecipazione civica, cosicchè dal 17 al 21 maggio aderirà in collaborazione con l’APS Polygonal e l’amministrazione comunale di Cori, alla Settimana dell’Amministrazione Aperta. Apriremo sportelli, virtuali e in presenza, per consentire a tutta la popolazione del Comune di Cori, cittadini e cittadine, di avere tutti, aperto e accessibile il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico, con tutto ciò che ne deriva come gestione della propria salute online, affinchè la telemedicina sia.  

Pertanto invitiamo  tutti  a visitare periodicamente la pagina PartecipaSAA2021 per consultare il Programma in continuo aggiornamento delle iniziative della SAA2021 e la mappa dinamica in cui saranno indicate anche le iniziative del Comitato Civico di Cori e dell’APS Polygonal, in attesa che la ASL di Latina provveda ad assumersi le proprie responsabilità, c’è chi si rimbocca le maniche.

Settimana del Banco Farmaceutico 2021: i numeri

OLTRE 468.000 CONFEZIONI DI MEDICINALI AIUTERANNO 434.000 BISOGNOSI

19.02.2021. Durante la GRFGiornata di Raccolta del Farmaco di Banco Farmaceutico (9 – 15 febbraio), i cittadini hanno donato 468.000 confezioni di medicinali, pari a un valore superiore a 3,5 milioni di euro. Questi farmaci aiuteranno più di 434.000 persone povere di cui si prendono cura 1.790 realtà assistenziali convenzionatecon la Fondazione Banco Farmaceutico onlus. Tali realtà hanno espresso a Banco Farmaceutico un fabbisogno paria oltre 979.000 confezioni di farmaci che, grazie alla raccolta, sarà coperto al 48%.

All’iniziativa hanno aderito 4.869 farmacie. Sono stati coinvolti più di 14.000 volontari e oltre 17.000 farmacisti. I titolari delle farmacie hanno donato circa 730.000 euro.

A Latina e provincia, sono state raccolte 2.524 confezioni di farmaci in 23 farmacie, che aiuteranno le persone indigenti di 6 realtà assistenziali del territorio.

La GRF si è svolta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio di Aifa e in collaborazione con Cdo Opere Sociali, Federfarma, Fofi, Federchimica Assosalute, Egualia – Industrie Farmaci Accessibili, FederSalus e BFResearch. Intesa Sanpaolo è Partner Istituzionale dell’iniziativa. La GRF è stata realizzata grazie all’importante contributo incondizionato di IBSA Farmaceutici, Teva Italia ed EG Stada Group, e al sostegno di DOC Generici, Zentiva, DHL Supply Chain, Piam Farmaceutici e Unico – La Farmacia dei farmacisti. La Giornata è stata supportata da Rai per il sociale, Mediafriends, La7, Sky per il sociale,e Pubblicità Progresso.

Le realtà che offrono cure e medicine alle persone indigenti, sono state particolarmente danneggiate dalla pandemia e avranno sempre più bisogno del nostro aiuto. Come emerge dall’8° Rapporto sulla Povertà Sanitaria (disponibile a questo link: https://bit.ly/2OKnrjQ), il 40,6% ha sospeso alcuni servizi. Il 5,9% ha chiuso e non ha ancora riaperto.

Banco Farmaceutico può continuare a fornir loro tutto l’anno parte dei farmaci necessari, grazie a diverse modalità con le quali i cittadini possono sostenerci:

Sostegno Diretto – Banco Farmaceutico, per garantire la consegna dei farmaci in tutta Italia e gestire gli aspetti logistici della distribuzione, ha bisogno di risorse. È possibile contribuire con una donazione diretta attraverso PayPal, con carta di credito, effettuando un bonifico all’Iban IT23J0311002400001570013419, e destinando il proprio 5X1000 al C.F. 97503510154. Per info, https://www.bancofarmaceutico.org/dona-ora

Recupero Farmaci Validi – All’interno di oltre 464 farmacie che aderiscono all’iniziativa in 19 province italiane, sono posizionati appositi contenitori di raccolta facilmente identificabili in cui è possibile – con l’assistenza del farmacista – donare i medicinali di cui non si ha più bisogno. Per info visita https://www.bancofarmaceutico.org/cosa-facciamo/recupero-farmaci-validi

Donazioni Aziendali – Nel 2020, grazie alla collaborazione con 48 aziende farmaceutiche, sono stati raccolti 1.691.781 prodotti (farmaci, integratori, presidi e dispositivi di protezione individuale), pari a un valore di 12.014.677 euro. Invitiamo le aziende a contattarci, scrivendo a silvia.bini@bancofarmaceutico.org

“Non era scontato che la GRF si potesse svolgere, né che la partecipazione fosse così ampia; invece, benché la situazione fosse complicata a causa della pandemia, abbiamo assistito ad un vero e proprio moto collettivo di umanità da parte dei tanti soggetti che vi hanno preso parte: i volontari, che hanno prestato gratuitamente il proprio tempo e, in certe zone d’Italia, affrontato il freddo per invitare le persone a donare un medicinale; i farmacisti, che hanno ospitato l’iniziativa, diventandone essi stessi volontari; i cittadini che hanno regalato un farmaco (molti dei quali sono andati apposta per questo scopo); le aziende che hanno contribuito all’evento, garantendone la sostenibilità; e le istituzioni che ci hanno supportato. La strada è ancora in salita e, la crisi economica innescata da quella sanitaria, continuerà a impoverire tante persone. Tuttavia, sappiamo che possiamo continuare a contare sull’aiuto di un piccolo popolo di amici generosi”, ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus.

“Condividiamo la soddisfazione degli ottimi i risultati raggiunti, anche quest’anno, dalla Giornata di Raccolta del Farmaco. Risultati che assumono importanza ancora maggiore, considerato il difficile contesto di emergenza sanitaria in cui si è svolta l’iniziativa. Il perdurare della pandemia ha accentuato il fenomeno della povertà sanitaria, che purtroppo colpisce sempre più famiglie. Le farmacie, partecipando alla GRF hanno dimostrato grande sensibilità e si sono fatte promotrici di solidarietà nei confronti delle persone più fragili e indigenti. D’altronde, fa parte del DNA delle farmacie essere vicine ai cittadini e dare una risposta pronta alle loro esigenze di salute”, afferma Marco Cossolo, presidente di Federfarma Nazionale.

“È confortante che malgrado le molte difficoltà, dal timore del contagio alle misure restrittive degli spostamenti, la GRF si sia svolta regolarmente sull’arco di una settimana e abbia ottenuto questo risultato più che positivo” dice Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. “E’ un’ulteriore prova della vicinanza dei farmacisti alle persone più deboli, dello slancio dei volontari della Fondazione Banco Farmaceutico ma soprattutto della solidarietà dei cittadini. Anche in questo anno terribile centinaia di associazioni assistenziali riceveranno i medicinali necessari a rispondere ai bisogni delle persone che rinunciano a curarsi per ragioni economiche, e sono purtroppo sempre di più. Il mio ringraziamento, a nome di tutta la professione, va a tutti coloro che hanno permesso di raggiungere ancora una volta l’obiettivo”.

Ufficio stampa Fondazione Banco Farmaceutico

La raccolta farmaci a Cori: LEGGI QUI

Regione Lazio: partono le vaccinazioni anti Covid-19 per le classi d’età 1952 e 1953

COMUNICAZIONE DEL 24 MARZO 2021

Da sabato 27 marzo partiranno le prenotazioni per le classi d’età 1952 e 1953 (69 – 68 anni).

Per prenotarsi: PRENOTA VACCINO COVID-19

Tutte le info: SALUTE LAZIO

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A seguito della circolare del Ministero della Salute sulla possibilità di utilizzo del vaccino COVID-19 VACCINE ASTRAZENECA nei soggetti di età superiore ai 65 anni, sono state rimodulate le prenotazioni sul portale regionale, aggiungendo anche l’offerta di questo vaccino oltre a quelli di PFIZER-biontech e MODERNA.

AVVIO PRENOTAZIONI ASSISTITI OVER 70, AD ECCEZIONE DEI SOGGETTI ESTREMAMENTE VULNERABILI

 Di seguito il calendario delle prenotazioni per le fasce:

77 – 76  anni (anni di nascita 1944 e 1945):  dalle ore 00:00 del 10 marzo in poi

75  – 74  anni (anni di nascita 1946 e 1947):  dalle ore 00:00 del 12 marzo in poi

73 – 72  anni (anni di nascita 1948 e 1949):  dalle ore 00:00 del 15 marzo in poi

Per assistenza alla prenotazione o eventuali disdette contattare il numero 06 164161841 attivo dal lunedì al venerdì con orario 7.30 – 19.30, sabato con orario 7.30 – 13.00.
Rimane attiva la prenotazione on-line per le persone con età pari o superiore a 78 anni.

L’adesione alla vaccinazione è libera e volontaria.
Possono prenotare la vaccinazione le persone assistite dal Servizio Sanitario Regionale (SSR) della Regione Lazio, ovvero tutti coloro che sono assistiti da un medico di famiglia convenzionato con il SSR della Regione Lazio.

Per prenotare è sufficiente la Tessera sanitaria.

Per prenotare occorre la Tessera Sanitaria in corso di validità per comunicare:

1. Il Codice Fiscale
2. Le ultime 13 cifre del codice numerico (TEAM) 
posto sul retro della tessera.

Il ciclo di vaccinazione consiste in due dosi separate. Con la prenotazione del primo appuntamento sarà automaticamente prenotato anche il richiamo, da effettuare sempre nella stessa sede. 
72 ore prima dell’appuntamento prenotato, un sms ricorderà l’appuntamento fissato.

PER PRENOTARE: https://prenotavaccino-covid.regione.lazio.it/

FONTE: SALUTELAZIO

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Da giovedì 4 marzo partiranno le prenotazioni per i soggetti estremamente vulnerabili (individuati dal piano strategico del Ministero della Salute) che ancora non sono stati programmati dalle strutture dove sono in carico. La prenotazione potrà essere effettuata sul portale della Regione Lazio ‘prenota vaccino covid’. Per la prenotazione sarà necessario il codice esenzione per patologia e la tessera sanitaria. Prosegue intanto la prenotazione dei vaccini per classi di età e da venerdì 5 marzo sarà il turno delle classi d’età 79 e 78 anni (nati nel 1942 e 1943) anche coloro che compiono gli anni nell’anno solare. Per la prenotazione sarà necessaria la sola tessera sanitaria. Da lunedì 8 marzo sarà possibile, oltre che dal proprio medico di medicina generale, prenotare anche per le classi d’età 65 anni e 64 anni (nati 1956 e 1957). Per la prenotazione sarà necessaria la sola tessera sanitaria.

PER PRENOTARE, CLICCA QUI: VACCINAZIONI ANTI COVID-19

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Da giovedì 18 febbraio il personale scolastico e universitario*docente e non docente, con età compresa tra 18 anni (anno di nascita 2003) 55 anni (anno di nascita 1966) senza patologie, potrà prenotare il proprio vaccino anti COVID-19.

Può prenotare la vaccinazione il personale scolastico e universitario assistito dal Servizio Sanitario Regionale (SSR) della Regione Lazio, ovvero tutti coloro che sono assistiti da un medico di base convenzionato con il SSR della Regione Lazio.

Per prenotare occorre la Tessera Sanitaria in corso di validità per comunicare:

1. Il Codice Fiscale
2. Le ultime 13 cifre del codice numerico (TEAM) 
posto sul retro della tessera.

La prenotazione è scaglionata per fasce d’età secondo il calendario seguente:

  • 45 – 55 anni  dalle ore 00:00 del 18/02
  • 35 – 44  anni dalle ore 00:00 del 22/02
  • Under 34 anni dalle ore 00:00 del 26/02

La somministrazione dei vaccini avrà inizio il 22 febbraio.
Il ciclo di vaccinazione consiste in due dosi separate. Con la prenotazione del primo appuntamento sarà automaticamente prenotato anche il richiamo, da effettuare sempre nella stessa sede.

La seconda dose sarà somministrata tra la 10° e la 12° settimana successiva alla prima dose.

Al momento della prenotazione sarà possibile scegliere illuogo dove vaccinarsi, in base alla disponibilità. 72 ore prima dell’appuntamento prenotato, un sms ricorderà l’appuntamento fissato.

* Può prenotare la vaccinazione il personale delle università aderente al CRUL– Comitato regionale di Coordinamento Università del Lazio

PER PRENOTARE, CLICCA QUI: VACCINAZIONI ANTI COVID-19

RIPARTIRE CON UNA SANITA’ PUBBLICA DI ECCELLENZA E SFIDARE RSA E OSPEDALITA’ PRIVATA SULLA QUALITA’ E SULL’ETICA

(COMUNICATO STAMPA – Cori, 30 gennaio 2021) riceviamo e pubblichiamo

Casati, il direttore Generale della ASL di Latina, se ne va, e non sarà un caso che dopo 22 anni di oscurità, gli ultimi veramente bui, finalmente si è accesa una luce nei locali adiacenti all’ex PPI di Cori.

Sì, l’altro ieri si sono materializzati una Dottoressa e un Dottore, non noti, che in un men che non si dica, messi al corrente della ridicola situazione, con accroccata “illuminazione votiva”, hanno effettuato una telefonata, e portato i tecnici aspettati da decenni, ad allacciare i fili dell’area che sarebbe stata inizialmente destinata ad una Osservazione Breve, ma i cui destini si sono persi nelle scartoffie burocratiche della ASL che decretavano impossibile l’allaccio della corrente, a causa di un collaudo mai effettuato; e che, a questo punto, come volevasi dimostrare da più parti, e in particolare dal Comitato Civico in difesa dell’Ospedale e poi del PPI di Cori, si è realmente dimostrato irrilevante: così, detto fatto.

Si, non c’è niente da fare: quel che conta è l’assunzione di responsabilità; e la prime persone “libere” che sono arrivate a Cori senza compartimenti stagni nella testa, senza se e senza ma, hanno permesso ciò che era impossibile da 22 anni. E ieri, anche il sistema antincendio dell’edificio ospedaliero è diventato miracolosamente a norma sicurezza, dopo 22 anni.

22 anni ci teniamo a sottolinearlo che sono stati depredazione e sottrazioni, da parte di dirigenti ASL, capi di distretto e sottopanza vari: l’Ospedale di Comunità di Cori è stato per loro un “non luogo”, forse un residuo bellico, un lazzaretto, dove si oscillava tra la cancellazione della memoria dei suoi fasti come Ospedale e la creazione di un monstrum roboante di parole, ma per lo più vuoto di contenuti per tanti cittadini potenziali utenti.

E allora, per fare ciò che è necessario, occorre essere liberi da paraocchi e da livori accumulati inspiegabilmente nel tempo, per la carriera, liberi da quegli studi manageriali che hanno portato al disastro che si è rivelato: la sanità italiana in tempi di Covid. 

Salutiamo questa luce, come il primo giorno della creazione, per dirvi che non possiamo più aspettare alcuna lungaggine burocratica, alcuna giustificazione per non fare. Ci aspettiamo che il PAT torni ad assistere la popolazione per intere 24 ore al giorno, e non con le attuali 12 ore diurne, e lotteremo per questo. Ci aspettiamo che i degenti dell’Ospedale di Comunità tornino ad essere in contatto con almeno un familiare: magari sempre lo stesso e strettamente monitorato nei comportamenti dai Medici di famiglia; e strettamente istruito su precauzioni e regole anticovid; perchè si restituisca un volto umano alla sofferenza. Affinchè non si muoia di solitudine, in solitudine; di inedia, di stenti, di lamenti, pianti e lacrime represse: perchè non c’è più un volto amico e paziente ad imboccarci; e, da soli soli è faticoso vivere e non lasciarsi andare; è faticoso credere che si sia lì, in ospedale, per uscirne fuori, perchè c’è qualcuno ad aspettarti a casa e voglia tornare ad accoglierti a braccia aperte, se non lo vedi più da settimane; occorre curare questo dolore da smarrimento, questa angoscia terrifica, con la presenza dei cari, che sono la cura, parte della cura fondamentale. Ed occorre tutti lavorare, perchè quei posti di degenza dell’Ospedale di Comunità di Cori siano i migliori al mondo. Siano come una casa accogliente: la nostra casa dei sogni. E appena entri senti odore di pulito, ti invade la luce e un’aria buona, senti lenzuola fresche di bucato, ti accolgono sorrisi, che sono accudimento, per corpi stanchi, ma curati e profumati; sorrisi, che sono portate di pietanze calde e fumanti, fiori sbocciati sui davanzali, con il piacere nel cuore di vedere che di giorno in giorno si migliora, che torna forte la voglia di vivere. 

Restituiamo la voglia di vivere ai nostri anziani degenti con la nostra presenza; con quella di operatori sanitari, medici, infermieri, Oss che sappiano dire: “Io sono qui per te! Sì, proprio per te”, presenti nell’ascolto di voci fioche o rugginose, di lamenti ingoiati; presenti nell’ incrociare occhi smarriti e persi di riferimenti; non si può morire di parole non dette, di carezze mancate, di ricerca di sguardi amici, di tempo che non sai più, di vertigini di impotenza.

Se “si cresce solo se sognati”, riprendiamoci, con le parole di Danilo Dolci, come comunità il sogno di un futuro migliore per tutti, e le responsabilità di attuarlo concretamente questo futuro, soprattutto nei luoghi della sofferenza.

RESPONSABILITA’ vuol dire che tutti i progetti accantonati per i servizi sanitari nel nostro paese devono ripartire: immediatamente. La telemedicina a Cori, oggi, è una poltrona vuota coperta da un lenzuolo che la protegge dalla polvere: due anni sono passati, schermi e componenti informatici sono già superati nelle tecnologie; sono anni che si parla di presa in carico dei pazienti cronici: è ora di farlo sul serio, subito; tutti noi siamo parte delle trasformazioni, se lo vogliamo. 

La nuova attrezzatura della Radiologia, non è un regalo da tenere sotto l’albero: si devono dare disposizioni perchè funzioni, si assuma il personale necessario; si riaprano gli ambulatori e se ne incrementino le specialità, si porti l’assistenza domiciliare ad altissimi livelli, si incrementi tutta la medicina di prossimità con risorse adeguate, (con il Recovery plan, possiamo).

Si costringa anche la RSA che è sul territorio ad elevare al massimo gli standard di qualità di accudimento delle persone ricoverate; ed a questo proposito, come Comitato Civico, sfidiamo MIraglia, leader dell’Ospedalità privata, a voler fare della RSA di Cori un fiore all’occhiello di tutta la ospedalità privata a livello nazionale; un modello da seguire per umanità, qualità, competenze tutte, e qualità contrattuali e di retribuzione; mai più vogliamo assistere alla sfilata di carri funebri dipartiti a novembre scorso, mai più.

Noi, Comitato, abbiamo un sogno e vogliamo realizzarlo con tutte le nostre forze, oggi e sempre, per una umanità migliore, a partire dai luoghi del soffrire. Lo dobbiamo a tutti, e lo affermiamo con determinazione, soprattutto in questa giornata che a Cori è la giornata della memoria di un bombardamento che iniziò una mattina, 30 di gennaio, alle 9.30 del 1944, con centinaia di morti. E da queste tante distruzioni, ancora una volta, riusciremo a risorgere.

Osservatorio sulla gestione della salute nella ASL di Latina

riceviamo e pubblichiamo

E’ veramente “offensivo” il pensiero corto della guerra espresso da Giorgio Casati, Direttore Generale della ASL di Latina, quando afferma che non serve riaprire gli “ospedali dismessi”. 

Con fermezza, allo stesso tempo, come Comitato Civico respingiamo le tante “boutade” dei politici di ogni colore ed ex trombati di turno, che si affollano per conquistare, le pagine promozionali dei giornali, con ideuzze, mezze righe e riciclati, pur di galleggiare nel letame sanitario pontino.

Occorre un pensiero largo, sistemico, in grado di vedere oggi e di anticipare il futuro, affinché “non sia mai più come prima!”

Oggi

Alle 9.40, sono già 50 i pazienti in carico al DEA di Latina (fonte: http://www.regione.lazio.it/accessiprontosoccorso/); sono oltre 150 i pontini ricoverati per Covid per lo più nel Goretti di Latina, (a Roma non ci vogliono andare); in tutto il Lazio sono occupati il 37% dei posti letto in terapia intensiva per Covid,  numericamente 352 (trecentocinquantadue) pazienti,  (fonte: https://www.agenas.gov.it/covid19/web/index.php#); in area non critica nel Lazio sono occupati il 50% dei posti letto, corrispondenti a  3241 (tremiladuecentoquarantuno) pazienti Covid.

“Italia Oggi”, ha pubblicato, ieri la “22a indagine sulla Qualità della Vita” realizzata con l’Università La Sapienza: posiziona il territorio pontino all’85° posto nella graduatoria delle 107 province italiane; però Latina scivola drammaticamente al 93° posto per Il sistema salute a causa di uno scarsissimo numero di posti letto e per le insufficienti tecnologie mediche e diagnostiche.

“La provincia di Latina ha il 10% della popolazione del Lazio e dunque il 10% infetti (covid ndr) e il 10% dei ricoverati, ma non ha il 10% dei posti letto che sono invece concentrati su Roma.” Cosi, esordisce nelle sue dichiarazioni a Il Messaggero di ieri, Giorgio Casati, e comunica che giovedì prossimo in videoconferenza la ASL incontrerà tutte le Strutture Private a fronte di nuove risorse concesse dalla Regione Lazio per le prestazioni riabilitative.

Dunque: concentrazione o dispersione delle risorse, qual è la politica sanitaria della ASL?

Le strutture pubbliche “dismesse” a dire di Casati, sono inutili, mentre sono talmente utili le Strutture private che le convoca a breve per discutere delle nuove risorse economiche della Regione Lazio per la Riabilitazione. 

Solo i Comitati vedono qualche incongruenza? Oppure no? O tutto fila liscio secondo il pensiero corto della guerra!

C’è una inutilità voluta, che è offesa e umiliazione continua, in primo luogo delle popolazioni che hanno provveduto nel tempo a investire in beni, servizi, risorse umane, per la sanità nel proprio territorio: quante donazioni, quanta oblatività di tante professionalità? 

I territori dei c.d. ospedali dismessi hanno creduto e credono nella salute bene comune, credono ancor di più che il futuro è la salute bene comune nell’ambito di ogni Comunità. 

Dovrebbe essere la prima lezione di Covid 19 (https://youtu.be/f6ZH5BDY4G4): affollamento e concentrazione, non sembrano rispondere a mantenere un delicato equilibrio vitale, soprattutto nelle dinamiche organizzative.

Non sappiamo se il manager della Asl di Latina, abbia studiato alla “Sorbona”, ma se vuole continuare a pensare a una guerra, gli rammentiamo che Napoleone sapeva che poteva vincere solo grazie ai sogni di vittoria dei suoi soldati, ed occorre però ricordargli che i suoi soldati sono la sanità pubblica.

Come Comitato siamo sinceramente preoccupati di questo miope andazzo nella sanità pontina, tanto più che questa crisi sanitaria, prevede tante risorse economiche in gioco: dove andranno a finire? 

Vogliamo aprire un necessario dibattito sulle scelte per la sanità pubblica, aperto, partecipato, trasparente, per costruire il futuro.

Siamo oggi preoccupati delle tante omissioni rispetto ai morti con Covid dell’Ospedalità privata, della copertura delle morti bianche nelle RSA con i protocolli di telemonitoraggio, di dati e informazioni drogati da amnesie istituzionali. 

Nel mese di novembre una popolazione di oltre 10.000 abitanti, quella di Cori, ha contato sul proprio territorio quasi un decesso al giorno, non una parola da parte dei vertici della ASL (dati ufficiali https://www.opensalutelazio.it, ci dicono che nel corso del 2017, in un anno, erano decedute 123 persone).

Qualcosa non va, è ora di parlarne, è l’ora delle scelte, oggi per il futuro.

Un maggio a “diritto” contatto con la salute

Iniziativa organizzata da: Oltreconfine, Comitato Civico Cori e Futuro Prossimo.

Incontro streaming con Massimo Silvi ed Enzo Musilli: i Punti di Primo Intervento

🔴 Un maggio a "diritto" contatto con la salute 🔴Iniziativa organizzata da: Oltreconfine, Comitato Civico Cori e Futuro Prossimo.Oggi:🔵 La difesa dei Punti di Primo Intervento: dialogo con Massimo Silvi (Comitato Civico Cori) e Enzo Musilli (Comitato di Boschetto, Gricilli, Macallè di Priverno) 🔵🎥 Diretta in crossposting sulle pagine di Oltreconfine, Futuro Prossimo e Comitato Civico Cori.

Pubblicato da Comitato Civico Cori su Mercoledì 13 maggio 2020
La difesa dei Punti di Primo Intervento: dialogo con Massimo Silvi (Comitato Civico Cori)

RSA, cosa monitorare per prevenire il Covid 19?

La regione Toscana adotta una check list sulle Linee Guida che una RSA o una Casa di riposo deve adottare durante questa emergenza COVID,


Utile a chi controlla a livello istituzionale, ma anche ai parenti dei pazienti ricoverati.